o seconda tappa: edinburgh: facciamo il punto della situazione

Wednesday, October 04, 2006

facciamo il punto della situazione

allora, ovviamente questo blog era nato con l'intenzione di essere un diario del mio anno ad edimburgo. e questo si era capito. doveva essere anche un esercizio costante di scrittura per una che non è per niente grafomane ma che vorrebbe da pazzi scrivere e che, quando le muse si degnano di ricordarsi di lei, non è nemmeno tanto male. purtroppo le muse (bastarde!) sono molto molto avare con la sottoscritta e quindi i miei lettori fedeli saranno stati ovviamente feriti dal mio silenzio. non è di nessuna consolazione sapere che questo blog non ha nessun lettore fedele e nemmeno lettori occasionali (forse qualcuno ci è capitato per caso cliccando su "next blog ", ma molto probabilmente era giapponese o bielorusso e non ci ha capito molto). visto che una buona summa di quello che mi è capitato in questo mese è raccontata in alcune mail (in quelle sì che sono grafomane), ne propongo una abbastanza significativa, nella speranza che il mio pubblico fantasma sia almeno parzialmente soddisfatto e che, più che altro, i miei sensi di colpa scrittori si plachino.
oh t., darling, your letters are always so beautiful, astonishing. it's really like reading a book, following you telling about your life and your thoughts! i love them! really! keep always writing that way, at least to me.

mi è piacita molto la descrizione dei tuoi sentimenti appena arrivata in italia ed adesso mi sembra di comprendere meglio te ed anche me stessa in questa strana situazione in cui mi trovo... alle volte ho la sensazione di vivere, non so bene, se dentro un acquario o fuori da un acquario...
mi sento dentro un acquario perchè mi sento muta (un po' per la lingua, che mi limita in tante cose che vorrei esprimere, un po' perchè passo la maggior parte del tempo sola: ok, alle volte parlo da sola in italiano, in inglese o in russo, ma questo non conta!). è una strana sensazione sentirsi muti e, soprattutto, osservati: ci ho messo due settimane per accorgermi che ACTUALLY gli inglesi, e gli stranieri, fanno la fila alla fermata dell'autobus, cosa che per me non ha senso perchè nessuno sa che autobus deve prendere l'altro e quindi appena ne arriva uno la fila si disfa. non me ne sono accorta subito ed ora capisco perchè tutti mi guardavano male quando passavo davanti a tutti o vagavo come faccio di solito da un punto all'altro aspettando l'autobus.
d'altra parte mi sento fuori da un acquario, io studiosa che osservo la vita di questi strani e incomprensibili, anche se di certo non tropicali, animaletti chiamati affettuosamente scozzesi.. alle volte vado in giro per le strade e ho l'impressione che il mio corpo si sia ridotto ai soli occhi, di non avere più una "sostanza", ma di essere una videocamera che registra nella memoria la vita che gli sta attorno... e questa non è una bella sensazione perchè inevitabilmente fa sorgere il pensiero che non sto vivendo affatto, ma sto solo guardando gli altri vivere. alle volte per strada vedo delle persone e mi sembrano così felici che mi commuovo, quasi. la cosa strana è che non sono affatto invidiosa della loro felicità.

penso che la mia esperienza sia abbastanza diversa dalla tua per tanti motivi. un po' certo l'età, un po' il fatto che ho già vissuto fuori casa e so bene che non è tutto così whooo! come sembra quando hai 18 anni. un po' è che sono qui sola. ecco, essere sola è una cosa terribile, perchè non riesco ad esteriorizzare le impressioni immediate che ho delle cose: parlare del mondo con gli altri ti porta per forza a formulare delle frasi compiute, in cui affermi che questa cosa è così e quell'altra colà. guardare al mondo da soli, però, inevitabilmente ti può condurre solo a PENSARE "oh, guarda quello...", ma poi la mente subito corre ad un altro pensiero e nessuna impressione si fissa.
ho paura che mi sto chiudendo un po' troppo in me stessa. per ora riesco ancora a darmi tante spiegazioni convincenti tipo: oh, ma devo studiare per russo in questi giorni, oppure: non ho ancora tanti soldi, oppure qualcos'altro. spero solo che sarò forte abbastanza da uscire dal mio piccolissimo minuscolo cerchio! vivere un anno in solitudine non fa per me: ho bisogno degli altri (e delle loro storie). spero di riuscire presto a darmi un po' una mossa. in realtà, sto uscendo un pochino con gli altri assistenti stranieri e mi diverto anche abbastanza, ma, sai, frequentare qualcuno solo perchè l'unica cosa che vi accomuna è che siete stranieri in una città non è il massimo. cerco conversazioni intelligenti, ma, sconvolgentemente, quando provo a farne io, non ci riesco perchè non ho le parole per dire quello che voglio oppure, se ce le ho, gli altri non le conoscono! è così surreale. mi sembra che il mio cervello non sia più mio, completamente intero, ma che ne sia rimasto un solo pezzettino che sa parlare, in inglese, di come fare ad aprire un conto in banca e di quando saremo pagati!
ora che ci penso, per me, anche bologna è stata un'esperienza del tutto diversa. con me c'era m., che aveva già vissuto lì per tre anni, e mi ha guidato a scoprire il meglio della città, i cinema, i concerti al covo, la piazza... avevo una guida e amici di un "amico" da conoscere... in realtà, ora come non mai, mi accorgo che sono una persona davvero poco socievole: ho pochi amici, quelli che mi fanno stare bene. questo non significa che non sono aperta a conoscere nuova gente, ma non mi piace stare lì a cercare di sforzarmi di trovare un argomento di conversazione con uno sconosciuto solo perchè è bello avere tanti amici... forse il mio meccanismo del fare amicizia è un po' rotto, ma poi ripenso a quando ho fatto amicizia con te e con le altre: semplicemente, con naturalezza, come se fossimo "destinate" ad essere amiche (lo so che sembra patetico! n.d.r.) e allora penso che forse non sono io che sono "rotta", ma solo che non ho incontrato le persone giuste... ed anche, lo ammetto, che sono timidissima. nonostante la mia altezza, il mio aspetto da meridionale (come da copione, sempre pronta a fare domande personalissime a perfetti sconosciuti e a schioccare baci sonori sulle gote di persone incontrate, forse, mezza volta), sono timidissima. forse gli altri, e questo l'ho notato molte volte, giudicano i miei silenzi come l'indifferenza di una che si crede superiore e non come l'imbarazzo di una che non sa da che parte cominciare per chiedere "diventiamo amici?"...

oddio, ho scritto una mail lunghissima! spero che non ti annoierai a leggerla... soprattutto non pensare che sono triste. lo so che da quello che ho scritto, sembrerebbe così, ma non lo sono... cerco sempre di mantenere abbastanza autoironia da non deprimermi! è solo che devo PARLARE con qualcuno per trasformare la massa di pensieri indistinti in catene logiche.
un bacio, ci vediamo presto!
Antonella
PS I envy you so much for how you can write FUCKING well in FUCKING english! :-D

4 Comments:

Anonymous Anonymous said...

ma ti sta succedendo la cosa che è successa a me, quando sono andata prima a dublino e poi a berlino, cioè che ad un certo punto mi è venuta una voglia di scrivere lettere a tutti ed ho iniziato a mandare mail a persone che magari avevo visto una volta sola, per raccontare (a loro inconsapevoli) cose su cose?

27 October, 2006 17:59  
Blogger balira said...

in realtà questa tendenza, quelle delle lettere e delle mail intendo, l'ho sempre avuta... ora si sta amplificando notevolmente, per la "gioia" dei miei corrispondenti... penso che molto sia dovuto al fatto che le cose non vanno come pensavo che sarebbero andate. è stato difficile per te a dublino la prima volta? perchè io, prima di partire, non facevo che pensare che bologna mi aveva scocciato terribilmente e che volevo vivere per tutta la vita all'estero ed ora, invece, mi sembra che la mia friend-making machine (come la chiama t. nella sua risposta) si sia rotta: penso che sto sprecando il mio tempo qui, ma non so come evitarlo. cerco il contatto delle persone che mi fanno stare bene "là" perchè quelle che incontro qui mi annoiano e non so dove trovare quelle giuste per me.

oops, ancora una volta racconto cose su cose a destinatari inconsapevoli :) spero che tu non mi consideri una "stalker" :)

27 October, 2006 20:57  
Anonymous Anonymous said...

vedi? uguale! la faccenda dei destinatari inconsapevoli :) no, io ero innamorata di dublino fin dal primo giorno e non rimpiangevo niente e valutavo anche l'opzione "trasferiamoci in pianta stabile, che si fotta bologna e tutti i bolognesi".

nove mesi dopo, invece, non vedevo l'ora di tornare indietro. non tanto perché dublino in sè mi avesse stufato, ma perché mi mancavano le persone che avevo lasciato qui. quelle con cui si fanno i discorsi intelligenti e gli aperitivi caserecci e cose varie, che lassù non avevo trovato. quindi gira e rigira, io ogni volta me ne parto e ogni volta ritorno indietro a bologna. questo è. :)

28 October, 2006 14:49  
Blogger balira said...

esattamente... per me non è proprio una questione di posti. mi piace viaggiare, sto già fantasticando di un anno a parigi... il problema sono le persone: mi sono scoperta ad pregare gente che a mala pena frequento a bologna di venirmi a trovare, a chiedere a tutti i miei amici di trasferirsi qui per corsi di inglese e master e chi più ne ha più ne metta.

in più durante questo anno vanno tutti via da bologna e al mio ritorno non ci sarà più nessuno...

com'è poi che nè a dublino nè ad edimburgo ci sono persone intelligenti con cui parlare? sono loro che non vanno o abbiamo noi qualche problema? :) forse si nascondono...

cmq se passi da queste parti vieni pure a trovarmi! scherzo, scherzo... :P

28 October, 2006 16:04  

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