Tuesday, October 31, 2006
considerazioni sparse (ovvero: non ho voglia di spremermi troppo le meningi per trovare un titolo adeguato)
skype
Monday, October 30, 2006
senza titolo
Saturday, October 28, 2006
sui bagni pubblici scozzesi (e britannici in generale)
è risaputo che l'argomento bagno nel regno unito è un tema affascinante, che suscita dibattiti accesi. tale importante tematica è stata ampiamente discussa ed analizzata in svariati studi, prendendone in considerazione le diverse sfaccettature. il cuore pulsante della disciplina, soprattutto nella scuola di pensiero italiana, negli ultimi anni, si è rivelata l'annosa questione del "come fanno [e di conseguenza, come faccio?] senza bidet?". sia per lo studioso che per il semplice lettore curioso è a disposizione un'ampia bibliografia in merito.
a mio modesto parere, e questo è lo scopo che mi propongo di adempiere in questo mio contributo, una grossa lacuna è, però, ancora da colmare in questo ambito di studi: nonostante scrupolosissima ricerca, non mi risulta che alcun accademico si sia ancora interessato della tematica del bagno pubblico nel regno unito. oggetto di questo saggio sarà, in particolar modo, l'analisi dei bagni nei ritrovi definiti dai nativi come pub.
prima di presentare i risultati della mia indagine, mi sembra però doveroso precisare, anche se brevemente, il metodo adoperato per la ricerca: ad ogni sessione, generalemente serale, è stata somministrata al ricercatore una quantità media di 3,75 pinte di guinness onde stimolare la complessa ma ben nota catena di reazioni fisiologiche che sfociano nella minzione. tale procedimento è stato giudicato come il più adeguato all'elaborazione delle impressioni del ricercatore in maniera naturalistica.
ad una prima analisi generale di tipo comparatistico spiccano subito alcune differenze rispetto bagni pubblici (di pub) italiani:
[devo però qui precisare che tali annotazioni sono riferite esclusivamente alle toilette per signore, dato che tradizionali quanto futili limiti di decoro mi hanno impedito di estendere la mia ricerca alle toilette per signori. a questo proposito, però, mi sembra opportuno sottolineare la reale necessità di pari opportunità per gli studiosi donna.]
- una pulizia decisamente maggiore
- la presenza costante di scorte di carta igienica
- l'assenza totale di qualsiasi tipo di odore
- l'assenza totale di qualsiasi tipo di iscrizione sulle pareti dei cubicoli
questi primi dati potrebbero forse portare alla conclusione che i bagni pubblici (di pub) britannici siano decisamente migliori di quelli italiani. questo, ossia l'esterofilia incondizionata, è però un errore in cui la critica italiana è incappata più e più volte. messi da parte insensati nazionalismi, vorrei portare all'attenzione del lettore due fenomeni nella realtà del bagno pubblico (di pub) britannico che non ho paura di definire raccapriccianti:
- la presenza, finora riscontrata solo nei bagni dei pub di londra, di personale, generalmente di colore, addetto all'asciugatura delle mani e all'adulazione sfacciata e non richiesta. questi servizi sono in genere offerti in cambio di qualsivoglia obolo.
- la presenza, finora riscontrata in un solo pub, ma presumibilmente destinata a conoscere un'ampia diffusione, di specchi dotati di neon all'interno, che, tramite sensori agli infrarossi, "capiscono" quando qualcuno si sta specchiando e fanno apparire sulla superficie dello specchio, dopo circa trenta secondi, messaggi pubblicitari.
permettetemi di chiudere questo mio intervento con una breve considerazione di carattere personale: nonostante quanto la critica femminista ripetutamente sostiene, quando mi lavo le mani (e grazie a dio so ancora farlo da sola!) e mi sistemo i capelli davanti allo specchio, dicendomi che sì, in fondo sono carina (e grazie a dio so ancora farlo da sola!), la mia sensibilità femminile è decisamente più urtata se all'improvviso mi appare sulla faccia il logo di un'agenzia immobiliare che se mi cade l'occhio su uno scarabocchio che dice: "scopatore proffesionista. celo lungo 21 cm. chiama mi."
Tuesday, October 24, 2006
la mia città
Ciao a tutti. Come sapete, da qualche mese vivo ad Edimburgo, in Scozia. Prima di trasferirmi in Scozia abitavo in Italia a Bologna, dove frequento l’università. L’Università di Bologna è la più antica del mondo ed è molto prestigiosa. Bologna è una città universitaria e vi abitano moltissimi studenti, che provengono da tutta l’Italia. Ci sono anche moltissimi studenti stranieri che vengono a studiare a Bologna. I miei amici sono per la maggior parte stranieri, perché per me è molto interessante conoscere le altre culture.
Io penso che Bologna è una città fantastica per i giovani. Ha due grandi vantaggi: è una città grande, dove si può trovare ogni cosa, ed allo stesso tempo non è troppo grande e caotica come le metropoli di Roma o Milano. Ad esempio, io non vivrei mai a Milano!
A Bologna chiunque può trovare il modo di coltivare i propri interessi: ci sono tantissimi cinema, teatri e biblioteche. A Bologna c’è anche un’importantissima “mediateca” che si chiama “Sala Borsa”, in cui si possono prendere in prestito gratuitamente non solo libri, ma anche cd, videocassette e dvd.
Di solito con i miei amici vado al cinema oppure ai concerti dal vivo. Da questo punto di vista è conveniente essere uno studente perché si possono avere molti sconti sui biglietti. Raramente andiamo in un pub, perché è costoso ed abbastanza inutile. Piuttosto ci piace molto organizzare cene o “aperitivi” tutti insieme a casa di qualcuno, perché in questo modo si crea un’atmosfera più intima e non c’è l’orribile musica assordante dei pub. Alle volte, usciamo sul tardi per andare a ballare, ma a me non piace molto e ci vado solo per accontentare i miei amici.
Quando il tempo comincia a diventare più caldo, a partire da aprile, il ritrovo preferito per tutti i ragazzi sono le piazze, principalmente Piazza Santo Stefano. Qui ci sono tanti piccoli gruppetti, che spesso si mescolano, creando nuove amicizie. Ci sono anche persone che giocano a calcio, che suonano le chitarre o che si esercitano nella giocoleria. È veramente un’atmosfera unica!
1. Where did Antonella live, before moving to Edinburgh?
2. What kind of city is Bologna?
3. Does Antonella like Bologna or not? Why?
4. Does Antonella like Milano?
5. What is a “mediateca”?
6. What does Antonella usually do, when she goes out with her friends?
7. Does she like going to pubs?
8. What do usually students do in summer in Bologna?
[ora comincio a capire perchè i manuali per insegnare le lingue sono così stupidi... questo "capolavoro" è qui in quanto vincitore del premio per "Il brano In Prosa Più Brutto In Assoluto Che Io Abbia Mai Scritto"... che noia...]
Saturday, October 07, 2006
Donna di Preclare Virtù Mirabilmente Adorna
Thursday, October 05, 2006
on autobiography
Wednesday, October 04, 2006
facciamo il punto della situazione
mi è piacita molto la descrizione dei tuoi sentimenti appena arrivata in italia ed adesso mi sembra di comprendere meglio te ed anche me stessa in questa strana situazione in cui mi trovo... alle volte ho la sensazione di vivere, non so bene, se dentro un acquario o fuori da un acquario...
d'altra parte mi sento fuori da un acquario, io studiosa che osservo la vita di questi strani e incomprensibili, anche se di certo non tropicali, animaletti chiamati affettuosamente scozzesi.. alle volte vado in giro per le strade e ho l'impressione che il mio corpo si sia ridotto ai soli occhi, di non avere più una "sostanza", ma di essere una videocamera che registra nella memoria la vita che gli sta attorno... e questa non è una bella sensazione perchè inevitabilmente fa sorgere il pensiero che non sto vivendo affatto, ma sto solo guardando gli altri vivere. alle volte per strada vedo delle persone e mi sembrano così felici che mi commuovo, quasi. la cosa strana è che non sono affatto invidiosa della loro felicità.
penso che la mia esperienza sia abbastanza diversa dalla tua per tanti motivi. un po' certo l'età, un po' il fatto che ho già vissuto fuori casa e so bene che non è tutto così whooo! come sembra quando hai 18 anni. un po' è che sono qui sola. ecco, essere sola è una cosa terribile, perchè non riesco ad esteriorizzare le impressioni immediate che ho delle cose: parlare del mondo con gli altri ti porta per forza a formulare delle frasi compiute, in cui affermi che questa cosa è così e quell'altra colà. guardare al mondo da soli, però, inevitabilmente ti può condurre solo a PENSARE "oh, guarda quello...", ma poi la mente subito corre ad un altro pensiero e nessuna impressione si fissa.
oddio, ho scritto una mail lunghissima! spero che non ti annoierai a leggerla... soprattutto non pensare che sono triste. lo so che da quello che ho scritto, sembrerebbe così, ma non lo sono... cerco sempre di mantenere abbastanza autoironia da non deprimermi! è solo che devo PARLARE con qualcuno per trasformare la massa di pensieri indistinti in catene logiche.

